“La vita imita l’arte più di quanto l’arte non imiti la vita …
Essi (i greci) sapevano che la vita non soltanto acquista dall’arte la spiritualità, la profondità del pensiero e del sentimento, il travaglio o la serenità dello spirito, ma ancora che può modellarsi perfino sulle linee e sui colori dell’arte e rispecchiare la dignità di Fidia o la grazia di Prassitele.”
Oscar Wilde
I due grandi artisti: Andy Warhol e Banksy, in questi giorni si salutano virtualmente nella città di Napoli che ha ispirato entrambi.
I due si sono anagraficamente in parte succeduti, finito il primo nel 1987, nato forse nel 1973 il secondo.
E queste due frasi, a loro accreditate, si susseguono nel tempo, ma sembrano anche susseguirsi nello Spirito del Tempo, e così le loro opere complementarsi.
Le grandi opere d’arte seppur con la loro essenza fatta di spazio, possono evocare, descrivere un periodo storico, una giornata storica, un’epoca intera o un momento specifico, un istante epico, finanche l’infinito, al pari della letteratura.
“Tu si’ ‘na cosa grande” e la città di Napoli
L’installazione di Gaetano Pesce “Tu sì ‘na cosa grande”, rappresenta un Pulcinella stilizzato ed è esposta a Piazza Municipio a Napoli. La sua opera ha suscitato una grande eco e dibattito sui social media, con una ulteriore pubblicità per l’opera e per la città.
Se andiamo a leggere i commenti delle persone che si sono schierate a favore o contrarie all’ opera, talvolta con ironia, si riferiscono a Priapo ed alle sue pitture esposte e ritrovate negli scavi di Pompei, alle canzoni degli Squallor, infine al celebre dialogo del film Il mistero di Bellavista del 1984, con protagonista Luciano De Crescenzo.
Tutte figure allegoriche che comunque afferiscono a Napoli e mostrano la ricchezza antropologica della città, come se la città avesse una storicità argomentativa per integrare e metabolizzare anche l’arte moderna in una chiave napoletana.
La Venere degli stracci a Napoli
L’ installazione a Napoli della Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto era e sarà un’opera esteticamente bellissima, più bella delle altre installazioni della stessa opera. Per il contrasto di colori, maggiore che nelle altre esposizioni. Per l’altezza superiore che riempie la piazza del Municipio. Per la sua modernita’ in una piazza storica ma attualizzata dalla nostra presenza, dal via vai dei turisti, dalle auto che la circondano lungo i percorsi verso il centro.
Edward Hopper: analisi delle sue opere e dei loro significati
Le linee orizzontali, a differenza di quelle verticali, distendono l’animo umano. Come l’orizzonte, lo pongono in una condizione di calma e di contemplazione.
La chiave estetica dei dipinti di Hopper è “l’orizzontalità” delle linee, in connubio tra scenari scelti e luce.
Andy Warhol e l’icona: le opere e la spiegazione della sua arte
“Supermercati coi reparti sacri
Che vendono gli incensi di Dior”
Questa è una frase di Magic Shop, una canzone di Battiato, straordinaria sintesi di un archetipo consumistico della società moderna.
M. C. Escher: la vita, le opere, il significato della sua arte
“Adoriamo il caos perché amiamo produrre l’ordine”
E’ una frase celebre di Escher, che campeggia nella mostra a lui dedicata al Palazzo delle Arti di Napoli.
L’ordine geometrico e matematico, permette all’ uomo di muoversi nello spazio, realizzarlo, pensarlo, crearlo.
Antonio Ligabue: la sacralità del momento culminante
Soprannominato “Toni el mat”, nel suo paesino Gualtieri, in Emilia, dopo anni di povertà estrema, isolamento, solo verso la fine della sua vita fu considerato un artista importante, in una mostra personale storica a Roma.
Il futurismo: le caratteristiche e le opere più importanti
Cosa volevano i futuristi ?
Nati 110 anni fa, con la pubblicazione del Manifesto Futurista su Le Figaro a Parigi, furono la prima avanguardia artistica mondiale.